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venerdì 24 febbraio 2012

Dottoressa della Guardia Medica di Capri denunciata per la seconda volta dai Vigili Urbani per tentata estorsione e interruzione di pubblico servizio

(Da il Mattino del 29.3.11) Teodorico Boniello. Capri – Guardia Medica di Capri ancora nella bufera per la denuncia in stato di liberta da parte della Polizia Municipale nei confronti della dottoressa C.A. 48 anni, che già la scorsa settimana era balzata sotto i riflettori delle cronache per aver richiesto dieci euro per l’emissione di una ricetta ad un residente che si era poi rivolto ai vigili per riavere la somma di danaro, con gli agenti ai quali fu risposto da parte del medico che aveva già speso i soldi e che quindi non poteva restituirli, nell’ambito della stessa indagine era stato appurato che la dottoressa aveva avanzato la stessa richiesta ad una donna, che aveva rifiutato di pagare, strappandole la ricetta ed apostrofandola in malo modo. Ed ora la dottoressa ci è ricascata : dopo l’analogo episodio della scorsa settimana è nuovamente accusata di aver richiesto una cifra di danaro per una prestazione medica ad un residente, secondo la legge gratuita, e di aver lasciato il presidio della Guardia Medica, sito nell’atrio del palazzo municipale, incustodito per due ore nella giornata di domenica 27, apponendo sull’ ingresso un cartello su cui era scritto “medico in visita a domiciliare”, cosa che secondo la Polizia Municipale, il cui comando dista pochi metri dagli ambulatori della Guardia Medica, non corrispondeva al vero. Tentata concussione ed interruzione di pubblico servizio, questi i capi d’accusa, racchiusi negli articoli 317 e 340 del codice penale, formulati a seguito delle indagini della Polizia Muncipale condotte dal Tenente Piero Presti. Ora a causa dell’ultima denuncia, che va aggiungersi alle precedenti, la dottoressa potrebbe gravi conseguenze più gravi e e secondo gli inquirenti anche la probabile sospensione dal lavoro : infatti il Direttore Sanitario dell’Ospedale Capilupi di Capri Alfredo Irollo ha fatto richiesta presso il distretto sanitario ASL NA1 affinché vengano presi drastici provvedimenti nei confronti della recidiva dottoressa quarantottenne, che la settimana scorsa era stata denunciata a seguito di un episodio analogo, come anche alcuni mesi fa, quando abbandonò anzitempo il posto di lavoro, senza attendere il collega che avrebbe dovuto darle il cambio. Inoltre, da alcune segnalazioni e testimonianze raccolte dagli agenti di polizia municipale, il medico sarebbe stato notato in svariate occasioni intanto con la sigaretta accesa all’interno dei locali dell’ambulatorio, dove ovviamente vige lo strettissimo divieto di fumo.
Pubblicato da Federazione Italiana Continuità Assistenziale a 00:39 0 commenti
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Etichette: Segnalazione

Dicono di noi

Senza dilungarmi nei dettagli: circa un mese fa, di domenica, ho chiesto alla guardia medica di prescrivermi alcuni farmaci perchè avevo un po' d'asma. Il medico, molto poco cortese, ha prescritto solo uno dei 3 farmaci da me richiesti per telefono, per di più quello in fascia C (io l'ho scoperto dopo), per di più sbagliando il nome... Insomma mi ha lasciato da sola con la mia asma e con una ricetta sbagliata. Per fortuna ora l'asma non c'è più, ma la ricetta ce l'ho ancora. Vorrei denunciarlo, ma credo sia una cosa molto lunga... Qualcuno mi dà qualche consiglio su come dare un po' di rilievo all'episodio? Io la considero una cosa gravissima.

Grazie a chiunque interverrà!

PS: ah... cmq non escludo di telefonare al medico e dirgliene quattro (nei limiti del civile è chiaro!), visto che ho trovato il numero dello studio su Internet! Però preferivo qualcosa di più ufficiale!


Per Craig: io ho telefonato alla guardia medica dicendo di avere un po' di asma, di soffrirci da tempo, anche se negli ultimi anni solo nel periodo primaverile. Non avevo in casa i farmaci (era la prima volta che quest'anno si ripresentava l'asma, con un po' di anticipo...) e loro mi hanno detto che se il problema era solo la ricetta potevano farmela loro. Ho comunicato i farmaci per telefono, ma quando il medico è arrivato non sapeva nulla dei farmaci che dovevano essere prescritti, e ha chiesto a mia madre quali fossero. Lei ne ricordava solo uno, e lui, in mezzo alla strada, scrivendo sulla sella del motorino, ha scritto sulla ricetta il nome che mia mamma ricordava (ma che ripeto, senza la lettera iniziale non è il nome di un farmaco!). Sono venuta poi a sapere che quel medico è un dentista...
4 anni fa
Ah, cmq per telefono LORO hanno ritenuto che non fosse necessaria una visita, nè che io andassi al Pronto Soccorso. Ne ero convinta anch'io, che nel mio piccolo ormai mi conosco. Con quei farmaci sarebbe passato tutto subito. Alla fine ho risolto chiedendo ad un amico medico, che gentilmente è venuto a casa, e se non fosse stato per lui forse avrei dovuto rischiare di passare la domenica al pronto soccorso per qualcosa che poteva essere evitato!
4 anni fa
Betty: io avevo detto per telefono che non potevo muovermi perchè non respiravo bene. Loro mi hanno detto che qualcuno sarebbe dovuto scendere solo a ritirare le ricette. Mia madre non è tenuta a conoscere i nomi dei miei farmaci! Piuttosto lui poteva parlare con me! Cmq ritengo poco serio che un medico scriva le ricette per strada, su un motorino, ad una persona diversa dal malato che dice di non ricordare bene il nome del farmaco da prescrivere. Di fatto nemmeno il medico conosceva questo farmaco, e poteva essere un farmaco per chissà quale altra malattia, prescritto con una tale leggerezza!!! Altrimenti non avrebbe sbagliato il nome. So benissimo che un dentista è un medico, ma non è un broncopneumologo, tanto meno un allergologo. Prima di prescrivere un farmaco per le allergie... una sfogliatina al prontuario medico... no...?!?
Pubblicato da Federazione Italiana Continuità Assistenziale a 00:33 0 commenti
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Etichette: Dicono di noi

Dicono di noi

Ancora un caso di malasanità maceratese. A segnalarlo è una lettrice di Cronache Maceratesi, Daniela Vella,operatrice socio sanitaria  di 29 anni che ha voluto raccontare quanto le è accaduto l’8 luglio scorso. «Nella notte ho iniziato a sentirmi dolorante e la mattina, quando mi sono alzata, avevo febbre molto alta, mal di orecchie, gola infiammata, problemi intestinali e vertigini. Non riuscivo a parlare quindi ho chiesto a mia madre di chiamare la guardia medica perchè venisse a visitarmi. Il dottore di turno alla guardia medica ha rifiutato di venire a visitarmi, ha poi chiesto di parlare con me e telefonicamente gli ho descritto i miei sintomi. Dopo avermi consigliato di prendere una Tachipirina mi ha rifiutato categoricamente una visita dicendomi “Non intervengo per questi casi”. Solo per senso civico non ho chiamato il 118, visto che ritengo sia un servizio riservato alle emergenze ». Daniela ha allora contattato il suo medico di base che era in ferie e il suo sostituto, poi nel pomeriggio, di sua iniziativa, ha preso un antibiotico. «Il mio medico mi ha consigliato di richiamare comunque la guardia medica sperando che, cambiando il turno, avrei trovato qualcuno più disponibile. Ho ritelefonato e fortunatamente ho trovato una dottoressa che è subito venuta a visitarmi e mi ha prescritto i farmaci necessari, sospettando che avessi una mononucleosi. Quello che mi chiedo è quale sia la funzione della guardia medica se non quella di accertarsi delle condizioni dei pazienti. E’ sufficiente parlare per telefono con un malato per fare una diagnosi?».
L’Odissea di Daniela Vella non è finita qui. Il giorno dopo il suo medico di base le ha prescritto un eco-addome con carattere di urgenza proprio per escludere la mononucleosi ma, arrivata  in radiologia, la ragazza ha avuto un’altra sorpresa: «Allo sportello mi hanno detto che non avevano posto fino a 2 giorni dopo. A questo punto ho deciso di andare al Pronto Soccorso dove sono entrata alle 15. Mi hanno dimesso alle 23,40 senza però farmi visitare da un otorino che a quell’ora non c’era più. Mi hanno quindi chiesto di tornare il giorno seguente per la visita specialistica». A questo punto, Daniela ha avuto ancor un altro spiacevole incontro: «L’otorino ha guardato la mia cartella e, dopo avermi visitato in maniera molto superficiale mi ha prescritto una terapia a base di antibiotici da proseguire fino alla guarigione. Gli ho fatto presente che ero già debilitata e che una terapia del genere, senza scadenza, mi sembrava eccessiva ma il dottore non ha voluto sentire ragioni. A quel punto ho deciso di prendere un appuntamento per una visita a pagamento che è stata molto completa e dettagliata. Al termine il professionista che ho pagato mi ha dato una terapia molto diversa che sto seguendo ancora oggi».
Pubblicato da Federazione Italiana Continuità Assistenziale a 00:30 0 commenti
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Etichette: Dicono di noi

giovedì 23 febbraio 2012

Amami, chirurgo rifiuta paziente che aveva denunciato collega

Roma, 12 gen. (Adnkronos Salute) - Un medico romano, Stefano Bottari, primario chirurgo nella Capitale, ha deciso di non operare un paziente non urgente che in precedenza aveva denunciato un collega. "Come Amami ha più volte predetto, se la legge non ci metterà al riparo dai danni conseguenti alle denuncie infondate di malpractice, i medici, impauriti, si asterranno dall'operare cittadini 'non urgenti'". Lo dice Maurizio Maggiorotti, presidente dell'Associazione di difesa dei medici accusati ingiustamente di malpractice, evidenziando il caso. "Come avevamo previsto - aggiunge - in questo clima da caccia alle streghe, alimentato da campagne pubblicitarie che incitano a citare i medici in giudizio, i colleghi hanno iniziato a rifiutare gli interventi dei pazienti 'a rischio-denuncia'". "La persona è venuta a farsi visitare - spiega lo stesso Bottari in una nota – per un intervento riparatore a seguito di un'operazione descritta come 'riuscita male'. Con un atteggiamento rivendicativo ha presentato il caso come 'esempio di malasanità'. In questo contesto poco rassicurante - ha aggiunto Bottari - non mi sono trovato nella condizione di serenità giusta per il compimento di un intervento chirurgico. Mi sentivo in tensione e in pericolo per l’eventualità di essere esposto anche io e la struttura nella quale opero a ritorsioni legali". "La chirurgia - ha sottolineato ancora Bottari - deve essere affrontata con la mente libera e con il giusto stato d’animo, e non con la paura di essere denunciati. E' necessario un rapporto di totale fiducia tra medico e paziente perchè lo stato di paura del chirurgo mette a rischio la buona riuscita dell'intervento. Diventa quindi un obbligo rifiutare l'operazione per proteggere il paziente".
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Etichette: News

lunedì 17 ottobre 2011

La norma è....non essere a norma: frigorifero sede s.c.a.

Zoppas li fa e nessuno li distrugge! 
E quindi l'ulss non li cambia. Ma sono a norma? Refrigereno? Possono conservare farmaci salvavita come l'adrenalina? Di sicuro, pur essendo paleo-tecnologia, sono ampiamente utilizzati in molte sedi di guardia medica come la nostra.

Pubblicato da Federazione Italiana Continuità Assistenziale a 09:02 0 commenti
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Etichette: La norma è non essere a norma

La norma è....non essere a norma: armadietto farmaci

L'armadietto per la conservazione dei farmaci ad uso ambulatoriale deve essere in metallo, con antine in vetro e chiave per la chiusura. E se nel vostro ambulatorio trovassero un armadio per le scope in plastica al suo posto? Giammai! Chiusura.....N.A.S., gogna mediatica. Ma come, il dottor tal di tali non è a norma? Vergogna! Però il nostro è di tal fatta. Ed è già qualcosa, dato che prima erano in un cassetto della libreria. Domanda di fornitura di un armadietto secondo legge vigente? 2005!
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